8 ottobre CASERTA le popolazioni del Matese manifestano a Caserta in difesa della scuola anche nei difficili territori montani, dove ai problemi legati alle lunghe distanze e la bassa densità demografica, si aggiunge ora la deprivazione scolastica ad opera dei tagli Gelmini Tremonti. Eppure la normativa prevederebbe specifiche deroghe per le zone montuose nella definizione degli organici: una amministrazione scolastica miope e disattenta ha comunque tagliato classi, mettendo a rischio il diritto allo studio in aree dove dovrebbe essere invece essenziale, anche al fine di consentire alle popolazioni montane di continuare ad abitare in un luogo di interesse strategico per l'intera regione Campania, vista la possibilità di sviluppo del Parco del Matese. Ma come sempre in questa provincia si parla molto ai convegni, ma poi non si adottano comportamenti conseguenti.... Ben vengano dunque queste manifestazioni con tutto l'orgoglio di dei cittadini montani che non vogliono essere considerati cittadini di serie B
CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO: manifestiamo a Roma sabato 12 giugn
Il film che racconta la manifestazione nazionale della Cgil del 4 aprile. Le assemblee preparatorie, il viaggio ...
Le tematiche della conoscenza sono complesse, ma non dovrebbe essere difficile per un ministro della Repubblica comprenderne l'importanza. Forte e intelligente, la professoressa Barbara da voce al dramma dei 150.000 lavoratori "tagliati", previsti dalla finanziaria in tre anni nella scuola pubblica!
Un anno di battaglie e manifestazioni, un bilancio positivo per la grande partecipazione dei lavoratori in tutta Italia, uno scenario ancora problematico dove è necessario aumentare la consapevolezza dei lavoratori e la necessità di difendere ora diritti sindacali, democrazia, rappresentatività e i nostri posti di lavoro.
La voce dei Lavoratori precari
All'incontro avuto con l'amministrazione, durante il presidio davanti al Ministero, la delegazione della FLC Cgil ha ribadito le ragioni della protesta del mondo della scuola e in particolare dei precari che sta animando l'avvio dell'anno scolastico. Sono state rappresentate le situazioni delle diverse regioni italiane e le pesanti ripercussioni sulla qualità del servizio offerto alle famiglie a causa dei tagli agli organici. Sono state segnalate soprattutto le condizioni di sovraffollamento delle classi, con conseguenti rischi connessi alla sicurezza nelle scuole ed un peggioramento generalizzato della qualità dell'offerta formativa.
La FLC Cgil, in relazione a quanto dovrebbe essere previsto dall'emendamento in merito ai contratti di disponibilità e agli accordi regionali, ha ribadito che si tratta di soluzioni parziali, insufficienti e inique.
In queste ore emerge con sempre maggiore chiarezza che non si tratta di misure aggiuntive a quanto già previsto dalle leggi vigenti, circa requisiti e modalità di accesso al trattamento di disoccupazione ordinaria. Circa la priorità per l'assegnazione delle supplenze brevi assegnate dalle scuole (che in ogni caso ci sarebbe stata...), si annullano di fatto le attuali graduatorie d'istituto, introducendo una pesante discriminazione tra i lavoratori precari oltre a configurare una forma di contratto che sembra debordare dalle normali caratteristiche dei rapporti di lavoro subordinato.
Abbiamo, inoltre, richiesto che tra le misure necessarie ad incrementare il numero delle supplenze debbano essere ricompresi gli spezzoni fino a 6 ore.
La FLC Cgil ritiene non più rinviabile un tavolo di confronto presso la Presidenza del Consiglio, che affronti in termini complessivi le problematiche nella scuola a partire da: un piano straordinario con risorse aggiuntive, l'abolizione dei tagli, un piano certo di immissioni in ruolo per docenti e ATA.
In quella sede, si dovranno affrontare, anche con la Conferenza Stato-Regioni, i temi relativi agli accordi regionali che hanno bisogno di un indirizzo generale per garantire un raccordo con gli strumenti nazionali e allo stesso tempo rispondere alle scelte formative di programmazione regionale. Su tali obiettivi la mobilitazione della FLC Cgil continuerà, confermando tutte le iniziative nazionali e territoriali.
In mancanza di un contraddittorio de visu i precari della ricerca rispondono su youtube alle affermazioni del Ministro.
Gli amici di Torino in una graziosa rappresentazione teatrale sui problemi della nostra scuola: una buona occasione di riflessione, in un momento in cui la consapevolezza di cosa sta succedendo è quanto mai importante.
Stefania è una maestra che lavora fuori provincia. Vorrebbe risparmiare la benziana e avvicinarsi a Marcianise, dove vive. Ma il trasferimento con 120 senza sede dell'anno scorso e altri 300 di quest'anno
Quanto conterebbe avere professionalità in un futuro fatto di pensiero unico e rampantismo ossequioso?
Questo l'interrogativo preoccupante posto in chiave ironica in questo pezzo di grande teatro. Grazie a Pierluigi per la segnalazione.
L'intesa sottoscritta giovedì 30 aprile dal governo e da Cisl e Uil sulla modifica del modello contrattuale nei comparti del pubblico impiego e il decreto Brunetta rappresentano un attacco alle prerogative contrattuali e intendono mettere un bavaglio ai lavoratori.
L'intesa recepisce peggiorandoli i contenuti dellaccordo separato del 22 gennaio, riduce gli spazi della contrattazione, subordina la disponibilità delle risorse alle concessioni economiche del Governo.
La bozza del decreto legislativo attuativo della legge Brunetta, tra le altre cose, prevede la proroga delle rappresentanze sindacali unitarie per un triennio. Sarebbe un atto gravissimo che interverrebbe su una materia di esclusiva competenza delle parti sociali.
E' evidente il tentativo di mettere il bavaglio in particolare a quei lavoratori che hanno rappresentato una vera spina nel fianco per il governo. In campo da mesi, i lavoratori della scuola, hanno dato vita alla grande manifestazione del 30 ottobre, hanno aderito allo sciopero in 650mila, hanno partecipato in massa al referendum promosso dalla FLC Cgil per il contratto beffa e l'hanno respinto nettamente.
Annullare le elezioni delle RSU nella scuola significa impedire a oltre un milione di lavoratori di eleggere i propri rappresentanti nelle scuole. Provocherà sicuri disagi per la naturale decadenza per pensionamenti, trasferimenti o dimissioni, lasciando nel caos le scuole dove non si potrà svolgere la contrattazione in mancanza delle RSU.
Impedire le elezioni ha quindi un significato politico forte, è la risposta del governo alle mobilitazioni dei mesi scorsi che hanno visto sempre in prima linea la FLC Cgil.
E' necessario in questa fase superare il muro mediatico e portare tutti a conoscenza di quanto avverrà nella provincia con la forte riduzione del tempo scuola.
Abbiamo portato in piazza tutta l'indignazione di quanti si sentono ripetutamente offesi e mortificati dalle inqualificabili esternazioni dei ministri di questo governo che con infinita protervia non vogliono riconoscere l'impegno dei tanti lavoratori della conoscenza e del settore pubblico.
Merito o selezione di classe? Grande intervento in difesa del diritto di tutti alla conoscenza
Il 7 novembre inizia a Castel Volturno una tre giorni di discussione sullo stato della scuola in Italia e nel Mezzogiorno.
Vogliamo tutta la scuola pubblica che una grande nazione come l'Italia merita e deve continuare ad avere per dare un futuro migliore alle nuove generazioni
La Gelmini non capisce, noi non ci stupiamo ma manifestiamo e gridiamo forte il diritto alla scuola pubblica del nostro Paese.
Esilarante come sempre la Littizzetto a Che Tempo Che Fa. In 5 minuti pennella a tinte forti il quadro delle "innovazioni" Gelmini e tutto il non sense che c'è.