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  • 8 ottobre 2010 - LE POPOLAZIONI DEL MATESE CHIEDONO PIU' SCUOLA! NO AI TAGLI!

    8 ottobre CASERTA le popolazioni del Matese manifestano a Caserta in difesa della scuola anche nei difficili territori montani, dove ai problemi legati alle lunghe distanze e la bassa densità demografica, si aggiunge ora la deprivazione scolastica ad opera dei tagli Gelmini Tremonti. Eppure la normativa prevederebbe specifiche deroghe per le zone montuose nella definizione degli organici: una amministrazione scolastica miope e disattenta ha comunque tagliato classi, mettendo a rischio il diritto allo studio in aree dove dovrebbe essere invece essenziale, anche al fine di consentire alle popolazioni montane di continuare ad abitare in un luogo di interesse strategico per l'intera regione Campania, vista la possibilità di sviluppo del Parco del Matese. Ma come sempre in questa provincia si parla molto ai convegni, ma poi non si adottano comportamenti conseguenti.... Ben vengano dunque queste manifestazioni con tutto l'orgoglio di dei cittadini montani che non vogliono essere considerati cittadini di serie B

  • 10 settembre 2009: la FLC Caserta ancora a ROMA per denunciare lo smantellamento della scuola pubblica.

    All'incontro avuto con l'amministrazione, durante il presidio davanti al Ministero, la delegazione della FLC Cgil ha ribadito le ragioni della protesta del mondo della scuola e in particolare dei precari che sta animando l'avvio dell'anno scolastico. Sono state rappresentate le situazioni delle diverse regioni italiane e le pesanti ripercussioni sulla qualità del servizio offerto alle famiglie a causa dei tagli agli organici. Sono state segnalate soprattutto le condizioni di sovraffollamento delle classi, con conseguenti rischi connessi alla sicurezza nelle scuole ed un peggioramento generalizzato della qualità dell'offerta formativa. La FLC Cgil, in relazione a quanto dovrebbe essere previsto dall'emendamento in merito ai contratti di disponibilità e agli accordi regionali, ha ribadito che si tratta di soluzioni parziali, insufficienti e inique. In queste ore emerge con sempre maggiore chiarezza che non si tratta di misure aggiuntive a quanto già previsto dalle leggi vigenti, circa requisiti e modalità di accesso al trattamento di disoccupazione ordinaria. Circa la priorità per l'assegnazione delle supplenze brevi assegnate dalle scuole (che in ogni caso ci sarebbe stata...), si annullano di fatto le attuali graduatorie d'istituto, introducendo una pesante discriminazione tra i lavoratori precari oltre a configurare una forma di contratto che sembra debordare dalle normali caratteristiche dei rapporti di lavoro subordinato. Abbiamo, inoltre, richiesto che tra le misure necessarie ad incrementare il numero delle supplenze debbano essere ricompresi gli spezzoni fino a 6 ore. La FLC Cgil ritiene non più rinviabile un tavolo di confronto presso la Presidenza del Consiglio, che affronti in termini complessivi le problematiche nella scuola a partire da: un piano straordinario con risorse aggiuntive, l'abolizione dei tagli, un piano certo di immissioni in ruolo per docenti e ATA. In quella sede, si dovranno affrontare, anche con la Conferenza Stato-Regioni, i temi relativi agli accordi regionali che hanno bisogno di un indirizzo generale per garantire un raccordo con gli strumenti nazionali e allo stesso tempo rispondere alle scelte formative di programmazione regionale. Su tali obiettivi la mobilitazione della FLC Cgil continuerà, confermando tutte le iniziative nazionali e territoriali.

  • Attacco al contratto e bavaglio ai lavoratori: la FLC Caserta partecipa al presidio a Roma giovedì 7 maggio

    L'intesa sottoscritta giovedì 30 aprile dal governo e da Cisl e Uil sulla modifica del modello contrattuale nei comparti del pubblico impiego e il decreto Brunetta rappresentano un attacco alle prerogative contrattuali e intendono mettere un bavaglio ai lavoratori. L'intesa recepisce peggiorandoli i contenuti dellaccordo separato del 22 gennaio, riduce gli spazi della contrattazione, subordina la disponibilità delle risorse alle concessioni economiche del Governo. La bozza del decreto legislativo attuativo della legge Brunetta, tra le altre cose, prevede la proroga delle rappresentanze sindacali unitarie per un triennio. Sarebbe un atto gravissimo che interverrebbe su una materia di esclusiva competenza delle parti sociali. E' evidente il tentativo di mettere il bavaglio in particolare a quei lavoratori che hanno rappresentato una vera spina nel fianco per il governo. In campo da mesi, i lavoratori della scuola, hanno dato vita alla grande manifestazione del 30 ottobre, hanno aderito allo sciopero in 650mila, hanno partecipato in massa al referendum promosso dalla FLC Cgil per il contratto beffa e l'hanno respinto nettamente. Annullare le elezioni delle RSU nella scuola significa impedire a oltre un milione di lavoratori di eleggere i propri rappresentanti nelle scuole. Provocherà sicuri disagi per la naturale decadenza per pensionamenti, trasferimenti o dimissioni, lasciando nel caos le scuole dove non si potrà svolgere la contrattazione in mancanza delle RSU. Impedire le elezioni ha quindi un significato politico forte, è la risposta del governo alle mobilitazioni dei mesi scorsi che hanno visto sempre in prima linea la FLC Cgil.

  • Grande Littizzetto sulla scuola

    Esilarante come sempre la Littizzetto a Che Tempo Che Fa. In 5 minuti pennella a tinte forti il quadro delle "innovazioni" Gelmini e tutto il non sense che c'è.

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