Vigilanza alunni ........facciamo un pò di chiarezza

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Dalla FLC CGIL Nazionale
La sorveglianza degli alunni: Ccnl, sentenze e norme
di Anna Maria Santoro
In questi giorni, stanno giungendo molte richieste di chiarimento relative alla vigilanza sugli studenti minorenni anche alla luce della sentenza della Corte di Cassazione sez. III n.21593 del 19/09/2017 (in allegato).
La suddetta sentenza condanna il MIUR al risarcimento dei danni perché il personale della scuola non si era attenuto al regolamento interno di Istituto, che prevedeva che il personale docente accompagnasse gli alunni fino all’autobus.
Dietro la condanna, purtroppo, c’è un grave episodio che fa tornare alla ribalta il tema delicatissimo della sorveglianza che naturalmente è sempre stato un punto nodale nella delimitazione delle responsabilità tra istituzione scolastica e famiglie.
La normativa vigente prescrive la custodia da parte dei genitori/tutori dei minori di anni 14 (art. 2047/2048 del Codice Civile, art. 591 del Codice Penale). Tale responsabilità si trasferisce al personale scolastico nel momento in cui gli alunni accedono a scuola o alle sue pertinenze intese come i luoghi ad essa adiacenti e collegati (giardino, scale antistanti la scuola, cortile anteriore o posteriore dello stesso edificio).
L’obbligo di tutela dei minori discende dall’iscrizione stessa degli alunni all’istituto scolastico (così si è espressa la Corte di Cassazione, sez. III Civile, Sentenza 20 novembre 2012 – 15 maggio 2013, n. 11751: “la domanda e l’accoglimento di iscrizione alla frequentazione di una scuola – nella specie statale – fondano un vincolo giuridico tra l’allievo e l’istituto, da cui scaturisce, a carico dei dipendenti di questo, … accanto all’obbligo principale di istruire ed educare, quello accessorio di proteggere e vigilare sull’incolumità fisica e sulla sicurezza degli allievi, sia per fatto proprio, adottando tutte le precauzioni del caso, che di terzi, fornendo le relative indicazioni ed impartendo le conseguenti prescrizioni, e da adempiere, per il tempo in cui gli allievi fruiscono della prestazione scolastica, con la diligenza esigibile dallo status professionale rivestito, sulla cui competenza e conseguente prudenza costoro hanno fatto affidamento…”) e quindi dal contratto che viene stipulato tra le parti.
Il Testo Unico sulla scuola (art. 10-Dlgs 297/94) affida al Consiglio di circolo o d’istituto l’adozione del regolamento interno di scuola per stabilire le modalità per la “vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla medesima”.
Il contratto di lavoro definisce la responsabilità in tema di vigilanza sia per i docenti (art. 29 co.5) sia per i collaboratori scolastici (art. 44 co.1 e Tabella profilo professionale Area A).
Infine, spetta al Dirigente Scolastico (ai sensi dell’art. 25 D.lgs 165/01), in qualità di responsabile della sicurezza, predisporre le misure organizzative idonee a garantire, scuola per scuola, caso per caso, la vigilanza sugli alunni.
Tutto ciò premesso, dalla recente sentenza della Cassazione si ricava l’indicazione alle scuole di limitare i regolamenti alla vigilanza delle aree di pertinenza. Fuori dal perimetro scolastico cessa la responsabilità delle scuole.

Le singole scuole possono, comunque, organizzarsi in attività di sorveglianza che possano prevedere, come per il prescuola e doposcuola, dei progetti d’Istituto con il coinvolgimento del personale della scuola (docente e/o ATA): sarà compito della contrattazione (come previsto dall’art.6 lett. h e m del CCNL) definirne la modalità e il compenso.
L’indicazione che possiamo dare, norme e giurisprudenza alla mano, è quella di definire regole di sorveglianza esclusivamente limitate alle pertinenze scolastiche, tramite i regolamenti dei Consigli d’istituto e/o le disposizioni dei Dirigenti Scolastici.
E’ opportuno inoltre richiedere la massima collaborazione delle famiglie, sensibilizzandole sul problema anche attraverso la stipula di liberatorie che -sebbene potrebbero risultare prive di ogni tipo di valore legale- servono comunque a richiamare le famiglie stesse alle loro responsabilità genitoriali, civili e penali.

Contestualmente è opportuno che le scuole, che non possono farsi carico di problemi che esulano dalla loro funzione, dal loro raggio d’azione e soprattutto dall’orario di servizio, stringano accordi fra varie istituzioni (comuni, enti locali, associazioni di volontariato…) per garantire la maggiore sicurezza possibile agli alunni ed alle famiglie quanto più adeguate possibile al contesto dove è ubicata la scuola.

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